Quando si parla di investimenti industriali, la domanda che molti imprenditori si pongono non è tanto “Quale incentivo esiste?”, ma piuttosto “È davvero il momento giusto per investire?”.
Negli ultimi anni le imprese hanno affrontato costi energetici elevati, tassi di interesse più alti rispetto al passato, difficoltà di approvvigionamento tecnologico e un quadro normativo in continua evoluzione.
In questo contesto, il nuovo Iperammortamento introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 rappresenta un segnale importante: l’obiettivo è sostenere gli investimenti in innovazione, digitalizzazione, automazione industriale e autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.
La logica è semplice: chi investe per rendere più efficiente e competitiva la propria impresa può beneficiare di un vantaggio fiscale significativo.
Iperammortamento 2026: di cosa si tratta?
A differenza dei bandi a fondo perduto, l’Iperammortamento non prevede erogazioni dirette, ma un beneficio fiscale. Il beneficio consiste in una maggiorazione del costo del bene ai fini fiscali, che aumenta le quote deducibili negli anni successivi.
Per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, la maggiorazione può arrivare fino al 180%, rendendo la misura particolarmente interessante per molte PMI industriali.
Facciamo un esempio
Per un investimento di 100.000 euro in un bene agevolabile con maggiorazione al 180%, la deduzione complessiva aggiuntiva arriva a 180.000 euro.
Con un’aliquota IRES del 28%, il risparmio fiscale teorico può superare i 50.000 euro.
Non si tratta di un contributo immediato, ma di un vantaggio che si distribuisce nel tempo attraverso gli ammortamenti. Tuttavia, il beneficio può incidere in modo significativo sul rendimento complessivo dell’investimento.
Quali investimenti rientrano
L’agevolazione riguarda soprattutto investimenti in:
- automazione industriale
- macchine utensili e impianti CNC
- robotica e sistemi automatizzati
- linee produttive interconnesse
- software gestionali e sistemi MES
- tecnologie per la raccolta dati
- impianti fotovoltaici per autoconsumo
- sistemi di accumulo energetico
Non è quindi una misura riservata alle grandi imprese: molte PMI possono beneficiarne, soprattutto nei settori manifatturieri.
Una novità importante: cambia la gestione della procedura
Rispetto alle versioni precedenti, il nuovo Iperammortamento introduce un percorso più strutturato con un ruolo centrale del GSE.
L’impresa dovrà:
- presentare una comunicazione preventiva
- confermare l’acconto minimo del 20%
- inviare la comunicazione di completamento
- conservare tutta la documentazione tecnica e contabile
La gestione amministrativa diventa quindi parte integrante del progetto di investimento.
Perizia tecnica e certificazione contabile obbligatorie
Una delle principali novità riguarda la documentazione.
Non sarà più sufficiente una semplice autocertificazione: sarà necessaria una perizia tecnica asseverata che dimostri le caratteristiche del bene e la sua interconnessione.
A questa si aggiunge la certificazione contabile del revisore, che attesta la corretta spesa sostenuta.
Questo significa che il progetto deve essere pianificato fin dall’inizio coinvolgendo fornitori, tecnici e revisori.
Perché è fondamentale pianificare prima dell’investimento
Molti errori non riguardano la scelta del macchinario, ma la gestione dell’agevolazione. Prima dell’investimento è importante verificare:
- l’effettiva ammissibilità del bene
- i requisiti tecnici richiesti
- la possibilità di interconnessione
- la cumulabilità con altri incentivi
- la documentazione necessaria
Una verifica preventiva riduce rischi e costi futuri. Inoltre, il nuovo Iperammortamento può essere combinato con altri strumenti, come Nuova Sabatini, Fondo di Garanzia PMI e incentivi regionali, oltre alla ZES Unica dove applicabile.
Una corretta pianificazione può quindi migliorare il ritorno complessivo dell’investimento e ridurre il fabbisogno finanziario.
Un’opportunità che va oltre il beneficio fiscale
L’Iperammortamento non è solo una misura fiscale. Gli investimenti in automazione e digitalizzazione portano spesso benefici concreti:
- maggiore produttività
- riduzione degli errori
- minori costi operativi
- migliore controllo dei processi
- maggiore competitività
In molti casi, l’incentivo accelera investimenti che sarebbero comunque necessari.
Come prepararsi all’Iperammortamento: la fase di progettazione è decisiva
Per le imprese che pianificano investimenti tra il 2026 e il 2028, il momento migliore per valutare l’Iperammortamento è la fase di progettazione.
Una pianificazione corretta consente di verificare l’ammissibilità, coordinare la documentazione, integrare altri incentivi e ridurre i rischi.
L’obiettivo non deve essere solo ottenere un vantaggio fiscale, ma utilizzare gli strumenti disponibili per sostenere una crescita industriale solida e coerente.

